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È sotto gli occhi di tutti che la sanità in Italia è decisamente avviata verso la privatizzazione.
Sarebbe sufficiente guardare alle numerosissime strutture sanitarie private attivate nel nostro territorio e guardare in faccia la realtà: stiamo assistendo allo scivolamento del servizio sanitario verso una privatizzazione che sembra quasi inarrestabile.

Il decreto Milleproroghe 2026, approvato alla Camera con 154 voti favorevoli, 64 contrari e quattro astenuti, ha confermato un pacchetto di misure che interessano in modo significativo il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e le professioni sanitarie, passando ora al Senato per la conversione in legge entro il 1° marzo.

In un’epoca dominata da dispositivi digitali, la scrittura manuale viene spesso percepita come una pratica superata. Tuttavia, come evidenziato da Sanità Informazione, numerose evidenze neuroscientifiche indicano che scrivere a mano rappresenta un’attività ad alto valore cognitivo, con effetti rilevanti su memoria, attenzione, linguaggio e creatività (Sanità InformazioneSanità Informazione, Franzellitti).

Lo scompenso cardiaco rappresenta oggi una delle principali sfide cliniche per la salute pubblica italiana, con un peso significativo in termini di mortalità, ricoveri e costi sanitari. Per affrontare queste criticità,FNOMCeO insieme a una serie di importanti società scientifiche italiane, ha promosso un position statement intitolato “Scenari clinici complessi e piani terapeutici: limiti attuali, disparità regionali di accesso e proposta di riforma”, pubblicato nel Giornale Italiano di Cardiologia.

Si è svolto recentemente presso il nostro Ordine un convegno su intelligenza artificiale e medicina, innovazione etica e futuro della cura.
È emerso nel corso delle relazioni come il dibattito attuale sulla IA in medicina rifletta sia le opportunità concrete di trasformazione della pratica clinica sia le sfide da superare per una sua integrazione sicura ed efficace.

La Legge di Bilancio 2026, approvata dal Parlamento italiano, rappresenta un punto di svolta per il sistema sanitario nazionale (SSN) e l’assistenza sociale: non si tratta solo di numeri e stanziamenti, ma di un tentativo di rispondere alle trasformazioni demografiche e ai bisogni di cura di un Paese che invecchia e chiede servizi più vicini ai cittadini.