Alla 34ª edizione premiati 47 professionisti per i 50 anni dalla laurea e 119 nuovi iscritti al Giuramento professionale. Il presidente Valente: «La carenza di medici non è superata»
L’intelligenza artificiale può essere uno strumento straordinario per la medicina, ma non può sostituire la coscienza, l’etica e la relazione umana. È il messaggio lanciato dal fisico e inventore vicentino Federico Faggin, ospite della 34ª Giornata del Medico e dell’Odontoiatra, organizzata dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Vicenza, che si è svolta sabato 3 ottobre 2026 al Teatro Comunale.
La cerimonia, alla quale sono intervenuti anche il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e l’assessore alla Sanità e Programmazione sanitaria della Regione del Veneto Gino Gerosa, ha riunito diverse generazioni di professionisti: 47 medici premiati per i 50 anni dalla laurea e 119 nuovi iscritti all’Albo che hanno pronunciato il Giuramento professionale.
Federico Faggin: «L’etica non è un algoritmo»
Protagonista della serata, Federico Faggin, progettista del primo microprocessore commerciale della storia, ha tenuto la lectio magistralis «Medicina e Humanitas: la cura dell’umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale». Faggin ha evidenziato le enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale nelle professioni, dove può aumentare significativamente la produttività, sottolineando però i limiti di una tecnologia che non possiede coscienza.
«L’intelligenza artificiale non prova nulla, non capisce nulla: manipola soltanto simboli senza significato. Le macchine non sono coscienti. Noi siamo coscienti», ha affermato, ricordando che «l’etica non è un algoritmo». Rivolgendosi ai medici, ha richiamato il valore umano della cura e della relazione con il paziente, invitandoli a usare «l’amore come la forza che vi porta in connessione con il malato».
Valente: «La medicina non è fatta di algoritmi, è fatta di relazione»
Sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella professione medica è intervenuto anche Michele Valente, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Vicenza, ribadendo che le nuove tecnologie possono affiancare il medico nella diagnosi, nella ricerca e nell’analisi dei dati, senza sostituirne la responsabilità professionale.
«Il rischio attualmente, lo vediamo tutti i giorni, è che se l'intelligenza artificiale prende il predominio sulle nostre azioni e il medico si trova relegato a un mero esecutore di algoritmi, invece la medicina non è fatta di algoritmi è fatta di relazione oltre che di scienza e di tecnica», ha sottolineato Valente.
Nonostante la crescita degli iscritti e l’ingresso di nuovi professionisti, resta aperta la questione della carenza di medici nel Servizio sanitario nazionale. «Non significa che l’emergenza legata alla carenza di medici possa considerarsi superata», ha osservato il presidente Valente, evidenziando come una parte dei giovani professionisti possa scegliere di lavorare all’estero o nella sanità privata. «Il Servizio sanitario è soffocato, ingessato da una burocrazia asfissiante. I medici si trovano a fare poco i medici e molto i burocrati», ha concluso Valente.
La serata è stata accompagnata dalla musica dell’Orchestra Giovanile Vicentina, composta da circa trenta elementi e diretta dai maestri Mariano Doria e Michele Sguotti.