In Italia l’ipertensione continua a rappresentare una delle principali criticità per la salute pubblica. Secondo i nuovi dati preliminari del Progetto CUORE dell’Istituto Superiore di Sanità, il 37% degli uomini e il 23% delle donne presenta valori elevati di pressione arteriosa, pari o superiori a 140/90 mmHg.

Il quadro diventa ancora più significativo considerando anche le persone già in trattamento farmacologico: nella fascia tra i 35 e i 74 anni risultano ipertesi circa la metà degli uomini e due donne su cinque. I dati sono stati diffusi in occasione della Giornata Mondiale dell’Ipertensione del 17 maggio.

I dati del Progetto CUORE

L’indagine Italian Health Examination Survey – Progetto CUORE monitora periodicamente la pressione arteriosa attraverso misurazioni effettuate su campioni casuali di popolazione adulta residente in Italia. I dati preliminari raccolti tra il 2023 e il 2025 in 17 Regioni mostrano valori medi di pressione massima pari a 134 mmHg negli uomini e 126 mmHg nelle donne, mentre la minima si attesta rispettivamente a 79 e 75 mmHg.

Nonostante negli ultimi 15 anni si osservi un lieve miglioramento generale, resta elevata la quota di persone che convivono con valori pressori fuori controllo, spesso senza esserne consapevoli. Secondo l’Iss, infatti, una parte rilevante degli ipertesi non segue alcuna terapia oppure, pur essendo in trattamento, non riesce a raggiungere livelli adeguati di controllo pressorio.

La prevenzione resta decisiva

L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare e può aumentare la probabilità di infarto, ictus, insufficienza renale e altre patologie croniche. Per questo gli esperti sottolineano l’importanza di controlli periodici e di corretti stili di vita.
Alimentazione equilibrata, riduzione del consumo di sale, attività fisica regolare, limitazione dell’alcol e abolizione del fumo rappresentano strumenti fondamentali per prevenire o tenere sotto controllo la pressione arteriosa. L’Iss richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di aumentare la consapevolezza nella popolazione, favorendo diagnosi precoci e maggiore adesione alle terapie.

Uno degli aspetti più critici emersi dall’indagine riguarda proprio la scarsa percezione del problema. Molte persone convivono con la pressione alta senza sintomi evidenti e scoprono la condizione solo in occasione di controlli occasionali o dopo la comparsa di complicanze. Per gli specialisti, rendere più capillare il monitoraggio e rafforzare la cultura della prevenzione sarà decisivo nei prossimi anni per ridurre il peso delle malattie cardiovascolari in Italia.