"Stetoscopio" del 21/12/17

La politica si occupa dei tagli, solo i medici difendono i malati


Vanno di moda le notizie spazzatura (fake news fa più fino ma si capisce meno) e i conseguenti servizi di cronaca che, partendo da improbabili dati e mancanza di informazioni corrette, costruiscono telegiornali e talk-show, con audience a picco per manifesta noia e incapacità di chiarire argomenti delicati e controversi.
L’esempio di questo andazzo che più ci riguarda è legato al recente sciopero dei medici di medicina generale. Poiché fare inchieste serie è faticoso, su alcune Tv locali (sui cui finanziamenti sarebbe interessante approfondire) abbiamo assistito a scene tipo il portatore di microfono chiedere agli ignari passanti cosa  pensassero dello sciopero dei medici di famiglia. E che cosa dovevano rispondere, che erano contenti? Ovviamente no.
Informarli sulle ragioni dello sciopero, che non erano di natura economica, spiegare che si trattava di una decisione sofferta ma obbligata dal muro di silenzio  eretto dai responsabili della Sanità, inadempienti delle loro promesse di assicurare una sufficiente assistenza sul territorio? Troppa fatica, tanto più comodo dare spazio ai mugugni di chi non è stato informato che la protesta dei medici era mirata a difendere la loro salute!
Lo stesso cliché si è ripetuto in occasione dello sciopero dei medici ospedalieri. L’interesse si è concentrato sul rinnovo del contratto, scaduto da otto anni, sul  numero degli interventi “saltati” e sulla percentuale di adesione allo sciopero. Poco o niente sulle vere motivazioni, legate all’emorragia del personale sanitario che in sette anni è calato di 50.000 lavoratori, al taglio di 80.000 posti letto, ai 10 milioni di ore di lavoro svolte ogni anno oltre l’orario contrattuale e che non verranno mai retribuite né recuperate. Neanche una parola sulle responsabilità di chi è preposto all’organizzazione degli ambulatori e delle sale chirurgiche negli ospedali e non riesce a reintegrare le piante organiche, e manda i medici allo sbaraglio mettendo a rischio la salute dei pazienti, come sentenziato dalla Cassazione, nel novembre 2014, che assolvendo il medico motivava che “il paziente avrebbe potuto essere salvato, ma disguidi e disorganizzazione non imputabili al sanitario […] l’hanno impedito”.


Ma i politici non si pongono mai domande sulla salute?


Fuor di polemica sulla scarsa informazione della popolazione sui rischi che corre la salute degli italiani, qualche domanda dovrà pur porsela la nostra classe  politica se dopo lo sciopero dei medici di medicina generale è venuto quello dei medici ospedalieri e persino i veterinari del Servizio sanitario hanno incrociato le braccia per denunciare la drammatica situazione di un intero sistema che rischia il collasso. Sono stati troppo impegnati ad azzuffarsi sui bonus elettoralistici inseriti in Finanziaria, sul costo e la localizzazione degli immigrati clandestini, sulle presunte interferenze straniere nella campagna referendaria (sai che gliene fregava alla Grandi Potenze!) per non accorgersi che sono ben 13 le manovre finanziarie che, sotto governi di vario colore, hanno depotenziato il Sistema Sanitario Nazionale?
Quest’anno di Sanità non ne hanno proprio parlato e se qualcuno si azzarda a dire che è stato stanziato un miliardo in più per la nostra salute, mente. Perché quel miliardo neanche copre il rincaro dei farmaci, perché i finanziamenti alla sanità dal 2010 sono calati di 25 miliardi (lo dice la Corte dei Conti), perché stiamo scendendo sotto la soglia del 6,5% del PIL, indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come limite sotto il quale, oltre alla qualità dell’assistenza e l’accesso alle cure, si riduce anche l’aspettativa di vita delle persone. Negli ultimi 5 anni la spesa sanitaria italiana è del 17% inferiore alla media OCSE e peggio di noi ci sono solo Portogallo, Spagna e Grecia.
Questi sono dati e cifre incontrovertibili e facilmente controllabili, altro che notizie spazzatura!


Solo Spagna, Portogallo e Grecia stanno peggio di noi


In questo quadro desolante che ruolo hanno i medici? Rappresentano l’unico collante che tiene insieme i cocci e lo fanno tra mille difficoltà e la totale assenza di una classe politica che, avendo trasformato nel già lontano 1992, gli Ospedale in “Aziende”, si preoccupa solo di budget e bilanci e non delle persone e delle forze da mettere in campo. Così l’Università sforna disoccupati o laureati che cercano spazio all’estero dove i nostri medici sono tra i più apprezzati!
Su 10.000 laureati in medicina all’anno le borse di studio per le specializzazioni sono solo 6300. Al recente bando per la specializzazione in Medicina generale nel Veneto vi sono state 650 domande per 50 posti nei Corsi di formazione. Ci deve ben essere qualcosa che non funziona in questi meccanismi, visto che migliaia di medici di famiglia andranno in pensione nei prossimi 3-4 anni.
“La sanità chiude un giorno per non chiudere per sempre” è stato lo slogan per spiegare le finalità dello sciopero degli ospedalieri: uno slogan che fotografa la realtà. Perché a difendere la sanità pubblica e l’essenza stessa del Servizio Sanitario Nazionale sono rimasti solo i medici.
Questa è la radiografia della realtà italiana e veneta, il resto sono chiacchiere e fake news date in pasto alla popolazione e pilotate dai soliti noti.

Che pena!