L’Inps ha annunciato che entro una decina di giorni metterà a disposizione delle Casse previdenziali dei professionisti la procedura informatica che consentirà di cominciare ad evadere le domande di cumulo inviate dagli iscritti.

A garantirlo è stato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso di una conferenza stampa convocata insieme al presidente dell’Enpam e dell’Adepp Alberto Oliveti per presentare la convenzione quadro che disciplina le modalità per liquidare le pensioni in cumulo.

A questo punto possono essere siglati gli accordi tra l’Inps e le singole Casse, che renderanno finalmente operativa la possibilità di cumulare i flussi contributivi delle diverse gestioni.

La convenzione, attesa da oltre un anno, stabilisce che la domanda debba esser fatta all’Ente di previdenza di ultima iscrizione. In caso di iscrizione a più Casse/Enti, il richiedente potrà scegliere a chi presentare domanda.

Sarà poi l’Inps a fornire la procedura automatizzata che prevede, tra l’altro, l’accertamento del diritto e la misura della pensione.

Alla Cassa spetterà quindi il compito di calcolare la quota di sua competenza spettante all’iscritto a cui infine l’Inps erogherà un unico assegno.

La convenzione stabilisce inoltre la costituzione di un gruppo tra tecnici Adepp e Inps che avrà la possibilità di proporre migliorie alle modalità di gestione della pratica.

LE REGOLE DEL CUMULO 

Si possono cumulare i periodi accreditati presso gestioni diverse che non sono coincidenti temporalmente.

Il cumulo può essere chiesto solo dai medici e gli odontoiatri che non sono già pensionati né con l’Enpam né con altri enti di previdenza obbligatoria.

REQUISITI ENPAM SPESSO PIÙ FAVOREVOLI

Per la pensione anticipata in cumulo valgono i requisiti della legge Fornero, per cui gli uomini possono chiedere il pensionamento con 42 anni e 10 mesi di contribuzione, che diventano 41 anni e 10 mesi per le donne. In entrambi i casi si devono avere 30 anni di anzianità dalla laurea.

Da notare però che i requisiti dell’Enpam sono quasi sempre più favorevoli di quelli della legge Fornero. Infatti, non scegliendo il cumulo, sia gli uomini che le donne possono chiedere la pensione anticipata Enpam già con 42 anni di contribuzione indipendentemente dall’età oppure con soli 35 anni di contributi a partire dai 62 anni di età.

Per la pensione di vecchiaia invece i requisiti di uscita sono quelli validi per le singole gestioni: la parte di pensione Inps si matura al raggiungimento dei requisiti pubblici di contribuzione e di età (quest’anno: 66 anni e 7 mesi) e la parte Enpam con i requisiti della Fondazione (età: 68 anni). Di conseguenza non si riceverà subito una pensione intera ma si otterrà prima la quota Inps e il resto successivamente.

Ricorrere a quest’opzione quindi potrebbe non essere necessario. Infatti se si raggiungono autonomamente i requisiti nell’una e nell’altra gestione, i due assegni si otterrebbero comunque. In questo caso la soluzione più rapida e flessibile sarebbe quella di fare domanda a ciascun ente separatamente.

Per esempio, chi ha 20 anni di contributi all’Inps, riceverebbe la sua pensione a 66 anni e 7 mesi di età. A 68 anni arriverebbe poi comunque la pensione di vecchiaia Enpam (o al limite la restituzione dei contributi).

Un ulteriore motivo per percorrere il doppio binario e non il cumulo è anche la possibilità, data dall’Enpam, di continuare a lavorare in convezione fino a 70 anni.

Per chi ha spezzoni Inps che rischia di perdere esistono comunque altri strumenti, oltre al cumulo, come la ricongiunzione o la totalizzazione.

Dal sito ENPAM - data pubblicazione : 21/02/2018